Serradifalco, in breve
Serradifalco (Serradifarcu in siciliano) è un comune italiano di 5 328 abitanti del libero consorzio comunale di Caltanissetta in Sicilia. È denominato Paese delle Miniere e delle Tradizioni.
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Secondo una leggenda locale, il nome della città di Serradifalco deriva dal fatto che nelle alture rocciose circostanti un tempo nidificavano numerosi falchi. Il nome trae origine proprio da una di queste rupi, poco distante dall'attuale centro abitato, da sempre denominata Serra del Falcone. Nel tempo il feudo assunse il nome Serra del Falco, per poi diventare Serradifalco. Le terre della Serra del Falcone erano proprietà di Berengario Angileri che le ricevette in dono da Pietro I d'Aragona. Il feudo di Serradifalco si trova iscritto sin dal XIV secolo nella Contea di Caltanissetta. Nel 1493 il primo conte, Giovanni Tommaso Moncada, lo vendette a Niccolò Barresi di Pietraperzia.
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La Chiesa Madre di San Leonardo Abate, venne edificata nel 1740. I lavori di costruzione si protrassero per oltre 100 anni. Venne consacrata nel 1845 da monsignor Stromillo, primo vescovo della diocesi di Caltanissetta. La facciata è a due ordini con spazi spartiti da fasci di paraste con capitelli compositi. Nel fastigio, timpano triangolare al centro e loggette campanarie arretrate ai lati. Al suo interno è conservata la statua lignea del 1662 raffigurante San Leonardo, opera dello scultore Giancarlo Viviano. Inoltre si possono ammirare gli affreschi di Leopoldo Messina, l'urna con il Cristo Deposto di Francesco Biancardi utilizzata durante i riti sacri del venerdì Santo.
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Serradifalco si ritrova una vocazione culinaria innata. Una gastronomia rinomata e apprezzata in ambito regionale e non solo. Il settore della ristorazione locale gode di ottima salute e fama e i prodotti tipici locali come formaggi, ricotta, mandorle, pistacchi, miele, olio, vino e pasta "di casa" sono molto conosciuti. È infatti il paese con più ristoranti, bar e pizzerie di tutti i comuni appartenenti alla provincia di Caltanissetta. Il giorno di San Martino, l'11 novembre, e per l'Immacolata, l'8 dicembre, sono da gustare gli 'nciminati, tipico impasto locale, a base di farina di pane e semi di finocchio, condito all'antica con olio paesano e spezie e accompagnato da un buon bicchiere di vino rosso novello locale.
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Fino alla fine degli anni ottanta è rimasta in funzione la Miniera Bosco della Montecatini-Edison, ricco giacimento di zolfo e sali potassici. La sua chiusura ha cambiato l'economia secolare del paese, oggi legata ad attività prevalentemente commerciali, agricole (mandorle, cereali, uva, legumi ed olive), all'allevamento del bestiame e al settore dei servizi. Sul territorio sono presenti anche piccole e medie industrie nel campo del vetro, della metalmeccanica, del sale alimentare e del legno. Apprezzabile è l'artigianato nel settore del ferro, del legno, del vetro e dei ricami.
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Serradifalco è un centro agricolo e minerario della regione collinare tra il fiume Platani e il fiume Salso alle falde nordoccidentali della Serra Cusatino (643 m). L'abitato è posto sul ciglio di una cavità carsica, occupata dal temporaneo lago Soprano di Serradifalco, detto anche Lago Cuba, riserva naturale protetta. Le campagne, circostanti al centro abitato, sono ricche di oliveti, mandorleti, ficheti e vigneti, grazie alla presenza di numerose falde acquifere e sorgenti. Facilmente raggiungibile grazie alle numerose arterie stradali e alla stazione ferroviaria.
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